Viaggi

Quel Visconteo del Pachulli – Borghetto sul Mincio

Bau a tutti miei fidati amici!

Vi ricordate? Tempo fa, sulla mia paginetta facebook (che vi invito a visitare!) avevo accennato qualcosa su una gitarella fatta con padroncino e padroncina sul Mincio (miao). Beh, che dire? E’ passato più di un mese e mezzo da quella gitarella e direi quindi che è anche ora di raccontarvi quello che ho visto e fatto durante questa bella e rilassante esperienza.

Durante l’ultimo week end di agosto siamo infatti scappati per un paio di giorni nel Veneto e durante il nostro breve soggiorno, abbiamo visitato la meravigliosa Borghetto, piccola (ma deliziosissima) frazione della più grande Valeggio sul Mincio (miao!).

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Inclusa nella lista de “I Borghi più belli d’Italia” (esattamente come Mezzano, in Trentino, della quale vi ho già parlato in un precedente post), questa meravigliosa frazione sorge nella Valle del fiume Mincio, affluente del Po che attraversa non solo il Veneto ma anche il Trentino-Alto Adige e la Lombardia, per un totale di 194 km (ok non sto qua a tediarvi sulla conformazione geomorfologica del fiume, sappiate solo che è diviso in due parti dal Lago di Benaco: il Sarca, di 78 km, immissario del Lago e il Mincio vero e proprio, di 75 km, emissario del Lago).
Il Mincio è anche citato in uno dei Canti dell’Inferno dantesco, sapete? Esattamente in questo modo:

“Ivi convien che tutto quanto caschi
ciò che ’n grembo a Benaco star non può,
e fassi fiume giù per verdi paschi.
Tosto che l’acqua a correr mette co,
non più Benaco, ma Mencio si chiama
fino a Governol, dove cade in Po.
Non molto ha corso, ch’el trova una lama,
ne la qual si distende e la ’mpaluda;
e suol di state talor esser grama.”

Va beh, sti antichi io proprio non li capisco.

L’incantevole Borgetto sorge intorno al 1400. L’atmosfera che si respira in questo posto è a metà strada tra il medievale e il russo. Medievale, a quanto dice la guida recuperata sul posto, a causa della presenza dei “merli ghibellini” (elementi tipici dell’architettura medievale militare, aventi funzione di difesa passiva) e per la presenza di molto mulini, utilizzati un tempo per la molatura del frumento e per la pilatura del riso;

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Russa, in quanto la maggior parte dei visitatori (che abbiamo incontrato noi durante la nostra visita) venivano da questa meravigliosa terra dell’est Europa (aaah, menomale che ci sono loro a spendere un po’ di soldini in turismo in questa povera, povera Italia…).

Una tra le magnifiche presenze a Borgetto è il Ponte Visconteo, diga fortificata lunga circa 650 m e larga 25, comunemente chiamato “Ponte Lungo”; questa diga fu fatta costruire da Gian Galeazzo Visconti nel 1393, allo scopo di garantire la sicurezza e l’impenetrabilità dei confini orientali del ducato. Io continuo a dire che si, una volta le cose le sapevano fare davvero bene.

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A dominare cotanta beltà, si trova il Castello Scaligero, appartenente però al paese di Valeggio sul Mincio vero e proprio, che venne fatto costruire nel XIII secolo per volontà di Mastino I della Scala. Ma questa è tutta un’altra storia, che vi invito a leggervi sulla pagina wikipedia del Castello stesso (ok che sono prolisso, ma fino ad un certo punto eh!)

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Ok, basta parlare di storia, arte e architettura (che mica ci piace!) e passiamo a qualcosa di ben più interessante, ovvero l’enogastronomia locale: qui, o per meglio dire a Valeggio sul Mincio, di tipico c’è il Tortellino di Valeggio, chiamato anche Nodo d’Amore in quanto ricorderebbe il nodo di un fazzoletto di seta intrecciato da due amanti prima di gettarsi nel Mincio; si tratta di pasta all’uovo ripiena che la leggenda vuole sia nata nel Trecento, alla quale è persino dedicata una festa che viene realizzata nel mese di giugno (e si sa, al Pachulli piacciono le feste!).

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Non è solo il Nodo d’Amore ad essere il protagonista della cucina valeggiana: come dimenticarsi del meraviglioso Luccio in Salsa che piace tanto alla padroncina, la trota e l’anguilla, pescati freschi dal fiume.

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E, come dessert, la Sbrisolona.

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In abbinamento vini DOC della zona, ovvero il Custoza e il Bardolino.
Noi abbiamo avuto l’occasione di assaggiare questi piatti al Gatto Moro, ristorante davvero interessante a Borghetto. Insomma, fame avevo all’ora e fame ho tutt’ora.

Che dire? Credo di avervi detto tutto su Boghetto.

Quindi vi saluto e vi ringrazio per aver deciso di perdere un po’ di tempo leggendo il mio racconto e… alla prossima, amici del Pachulli, con una nuova, scoppiettante avventura del Pachulli!
Ah, mi raccomando! Passate a trovarmi su facebook, dove potrete vedere le foto di questo viaggetto e degli altri viaggetti fatti coi padroncini!

Info:
Comune di Valeggio: www.valeggio.com
Ristorante Il Gatto Moro: www.hotelfaccioli.it
Sito dei Borghi più belli d’Italia: www.borghitalia.it

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