Ricette

In cucina con Pachulli – Torta “nera”

Torna la rubrica dello chef Pachulli e questa volta si parla di… feste di “compleanno” e torte!

Oggi, infatti, è la festa del mio paesotto Brianzolo, iei!

A dire il vero non è che mi sia mai sentito esattamente parte integrante del paese che da qualche anno mi accoglie, ma devo ammettere che quando c’è da festeggiare io sono sempre in primissima fila, soprattutto se di mezzo c’è un buon dolce tipico.

Per festeggiare nel migliore dei modi, la tradizione brianzola vuole che le mamme, le nonne o il supermercato di fiducia prepari una buonissima torta, chiamata “di pane” dalla tradizione culinaria, “paesana” dai locali e “nera” dalla famiglia che mi ha adottato.

In casa nostra la “torta nera” viene realizzata (con amore) dalla mamma della padroncina (che in realtà, per chi non l’avesse ancora capito, è trentina di nascita), che almeno un paio di sere prima della festa vera e propria, con dedizione e pazienza, prepara questo meraviglioso dolce.

La torta paesana è, come si legge sul sito di giallozafferano, un dolce di estrazione povera e non esiste quindi una ricetta precisa poiché per realizzare questa torta le belle nonnone del tempo erano solite usare il pane vecchio e raffermo bagnato nel latte a cui poi venivano aggiunti cacao, canditi, uvette, pinoli, amaretti (o anche altri biscotti secchi) a seconda della disponibilità che si aveva al momento.

In casa nostra, così come in tutto il paese (credo), si realizza questa torta con la “variante” del pane d’anice, che viene aggiunto agli altri ingredienti e che dona un sapore davvero meraviglioso a questo ottimo dolce.
Inoltre, in quanto non esattamente graditi ai più in famiglia, si evitano i canditi ma si abbonda in uvetta e pinoli.

Risultato? Una buonissima torta con cui festeggiare, ogni anno, il “compleanno” di ‘Gra!

A voi la ricetta! Ma prima, come al solito, gli ingredienti:

2 litri e mezzo di latte (meglio se fresco e biologico);
4 panini raffermi;
200 g di biscotti secchi;
½ pane d’anice;
½ kg di amaretti secchi;
250 g di cacao amaro;
zucchero (a piacere);
pinoli e uvetta (a piacere);
scorza di limone grattuggiata.

La preparazione è semplice ma piuttosto lunga: la notte prima bisogna mettere a bagno nel latte il pane, i biscotti, il pane d’anice e gli amaretti. Si lascia riposare il tutto per tutta la notte e la mattina seguente, quando ci si sveglia dopo un bel sonno ristoratore, si aggiungono i rimanenti ingredienti, amalgamando poi bene.
Si imburra una teglia, la si cosparge di pan grattato (o farina) e la si mette in forno (già caldo).
La torta cuoce per circa 2 orette a 180°C.
La casa si riempirà di profumo golosissimo ma attenzione! Mettete a freno le vostre papille gustative e, prima di addentarla, fatela raffreddare! … in realtà è un po’ bruttina… ma davvero buona!!!

Il consiglio del Pachulli: quando la mettete in forno copritela con dell’alluminio, altrimenti la parte superiore tenderà a seccarsi!

Et voilà! La torta nera eccola qua! E tanti auguri ‘Gra!

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