Viaggi

Il Trekking del Pachulli Pensante – Cima Castellazzo (2333 m)

Inizio il post di oggi con una premessa: non amo fare il “pecorone” e andare dove vanno tutti.
Nonostante ciò, devo ammettere che quest’anno mi sono lasciato tentare da una sfacchinata che, da qualche anno a questa parte, ha visto incrementare in maniera davvero esponenziale il numero di partecipanti.

Sto parlando della sfacchinata alla Cima Castellazzo, 2333 m s.l.m., ormai meglio conosciuta come Trekking del Cristo Pensante.

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Fino a qualche anno fa il Trekking alla Cima Castellazzo era effettuato da persone seriamente interessate all’aspetto geologico e storico della cima, mentre oggi le cose sono molto cambiate.

Ma va beh, vorrei evitare di dare giudizi troppo soggettivi e quindi inizio subito con il racconto della mia seconda sfacchinata in terra Trentina, iei!

Io, padroncina e il suo simpatico papà siamo partiti per la conquista della Cima Castellazzo dalla fermata della navetta per Baita Segantini situata poco prima di Passo Rolle, in una meravigliosa giornata di metà agosto, dal cielo azzurro e dall’aria frescolina.
Il primo pezzetto del sentiero è davvero molto semplice e piacevole e anche qui, come durante il sentiero del lago di Calaita, siamo stati simpaticamente accompagnati dallo scampanio delle mucche che, belle muccose, si godevano il fresco e il sole sui verdi prati della zona.
Arrivati alla Capanna Cervino, quota 2084 m s.l.m., si prosegue ancora un pezzolino e si giunge a un bivio: a questo punto, proseguendo per il sentiero, si giunge alla Baita Segantini, mentre girando a sinistra si intraprende il sentiero che porta alla Cima Castellazzo, a 2333 m s.l.m.

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Le cose, da questo momento cambiano. Il semplice e piacevole sentiero, paragonabile ad una vera e propria tangenziale, lascia spazio prima ad un sentiero erboso e successivamente ad un sentiero ghiaioso e a tratti anche difficoltoso e scivoloso ma per me, orsetto coraggioso (e molto, molto amoroso) non è mica un problema, nono! Beh, ovvio, io come al solito mi faccio trasportare eheh! Diciamo che comunque non è poi così difficile, c’è di peggio dai, ma c’è un piccolo tratto un po’ così che scoraggia molte persone a proseguire, ma noi, da bravi scalatori, abbiamo proseguito e, in meno di un’oretta (il cartello escursionistico segnalava un’ora e mezza di cammino), siamo giunti sulla cima, iei!

Giunti in cima si rimane davvero senza fiato. La vista sulle Pale di San Martino è davvero strepitosa, se si è fortunati e la giornata è limpida si ha una bella visuale anche sulla meravigliosa Marmolada e sulle Vette Feltrine e su tutte le belle cime che circondano la zona. Davvero strepitoso!

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Considerate poi che questa zona, così come tutte le zone circostanti al Passo Rolle, sono state teatro di sanguinosi scontri durante la Grande Guerra e quindi è ancora possibile vedere fortini e grotte scavate per dare riparo a quei poveri soldati che, per amor di Patria, ma anche un po’ per obbligo, hanno combattuto per la gloria del proprio Paese.

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Dal 2009 sono stati, ahimè, installati una croce in bronzo di corten e una statua in marmo bianco di Predazzo (detto anche Predazzite), rappresentante un Cristo Pensante. Queste due installazioni sono la principale causa del continuo e a tratti fastidioso pellegrinaggio di persone che, sfidando se stesse, si recando in gita su questa bella cima.

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Dico fastidioso perchè, nonostante possa essere considerata una passeggiata “spirituale”, ci sono persone maleducate che non hanno rispetto né per quello che stanno facendo loro, né per quello che magari vorrebbero fare gli altri. Va beh, o li si fa fuori tutti, oppure li si tengono. Sigh.

È comunque una passeggiata che consiglio di fare, naturalmente se si è almeno un pocolino allenati, perchè la vista di cui si gode dalla bella Cima è davvero mozzafiato! Vi consiglio però di partire presto la mattina, in modo tale da evitare le orde di gentaglia che si reca sulla cima e che potrebbe rallentare il vostro passo.

Scendendo, poi, ci si può rifocillare con del buon cibo alla Capanna Cervino oppure, proseguendo un po’ alla Baita Segantini oppure, proseguendo ancora di più alle malghe Venegia e Venegiotta (Venegiòta, in dialetto), situate entrambe in Val Venegia o alla Malga Juribello, della quale però vi parlerò in uno dei prossimo post!

Bene cari amici miei, per oggi è tutto! Vi invito come al solito a dare un’occhiata alla mia pagina facebook per vedere le fotine e se vi piace perchè non mettere il like?

E restate sintonizzati per la prossima puntata!

Info:

Sito del Trekking del Criso Pensante: www.trekkingdelcristopensante.it
Sito dell’ApT di San Martino, Passo Rolle, Primiero e Vanoi: www.sanmartino.com
Sito del Parco di Paneveggio: www.parcopan.org

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2 thoughts on “Il Trekking del Pachulli Pensante – Cima Castellazzo (2333 m)

  1. Io non amo il trekking, preferisco camminare moooooolto ma in piano od al massimo su e giù per le strade cittadine, però questi paesaggi sono meravigliosi!!!!!!!!
    Mchan
    Ps: anch’io non sopporto la gente che dice di andare in un luogo per motivi spirituali e poi fa tutt’altro, per questo è da un bel po’ di tempo che evito i pellegrinaggi.

    • Eh si! Sono proprio dei paesaggi meravigliosi!
      Tu pensa che avevo fatto lo stesso trekking nel 2009, quando non era ancora così famoso e battuto… Era tutt’altra cosa. Ma finchè la mentalità umana non cambia…

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