Viaggi

I laghetti del Colbricón!

Ciao a tutti! Questo è l’ultimo post sulle mie vacanze trentine, dopodiché ci sarà un piccolo regalo per tutti gli amanti della buona cucina tradizionale e poi si passerà a parlare di tutt’altro.
Ho deciso, in quest’ultimo post, di parlarvi di una gitarella che ho fatto insieme ai miei padroncini, dedicata ad un tema molto importante: l’acqua.

L’acqua è una delle cose più belle che ci siano al mondo. Ci si possono fare un sacco di cose fantastiche, come il ghiaccio, il caffè, la pasta, il tè freddo solubile e poi si può anche bere così com’è! Peccato che, quando si vive in grandi città lontane dalle sorgenti, l’acqua diventa un problema e ci si trova costretti a fare quella cosa bruttissima che è comprare l’acqua nelle bottiglie di plastica (che cosa brutta e inquinante).

Per questo motivo, ogni volta che mi trovo dalle parti delle montagne, dove le sorgenti di prima mano e i ghiacciai riforniscono la gente assetata con acqua bella fresca e (quasi) pura, mi fermo a ogni fontanella che trovo in giro, anche se non ho sete!!

Eccomi mentre mi faccio una bevuta presso la fontana monumentale di Sulmona!

Oltre a soddisfare il mio bisogno di sentirmi la linguetta bagnata, l’acqua delle montagne è un sollievo anche per gli occhi ogni volta che si raccoglie in qualche ruscello, fiume o in bellissimi laghi!

Ed è proprio di questo che vi parlerò oggi. Vi racconterò della mia gita a due meravigliosi specchi d’acqua che è possibile visitare durante la permanenza in Valle e nelle zone limitrofe: i Laghetti del Colbricòn.

Il loro nome deriva prima di tutto dal fatto che sono due, il Colbricòn Piccolo e il Colbricòn Grande, e dal fatto che si trovano al cospetto di una delle montagne più interessanti della zona: il Colbricòn, 2511 metri slm, famoso principalmente per essere stato il protagonista di alcuni dei combattimenti più sanguinosi e più duri di tutta la Grande Guerra (un giorno ne conquisterò la cima e scriverò un bellissimo post su questo).

La nostra escursione parte dal parcheggio di Passo Rolle, 1948 metri sul livello del mare, dove lasciamo la macchina nel grande parcheggio situato proprio di fronte alle meravigliose Pale di San Martino (da là, con le belle giornate, si gode di una vista davvero mozzafiato!)

Tipico paesaggio del Passo Rolle

da qui si imbocca un piccolo sentierino aperto che porta poco più giù, dove si incontra una biforcazione. Andando a destra si arriva alla Malga Rolle (1900 metri slm), da dove parte ufficialmente il sentiero numero 348 che porta ai laghetti; girando a sinistra si arriva allo stesso punto passando per un tratto di sentiero abbastanza ripido. Insomma, non cambia niente! E infatti noi siamo passati per questa scorciatoia 🙂

Arrivati quindi all’imbocco del sentiero vero e proprio inizia una bellissima camminata all’interno dei boschi di Paneveggio. La passeggiata è davvero molto semplice e facilmente percorribile da tutti, essendo per la maggior parte del tempo pianeggiante, tant’è che non è raro incontrare famiglie con bambini piccoli e mamme con carrozzine.

Dopo circa una trentina di minuti, ecco che si sbuca ai laghetti! Quasi non ci aspetta di ritrovarsi proprio di fronte al Colbricon Piccolo, il più piccino dei due Laghetti, e subito dopo ecco che si arriva al Colbricon Grande!

Colbricon grande, con vista sulla Marmolada!!!

Di origine glaciale, i due laghetti si trovano rispettivamente a 1909 metri il più piccolo e 1922 il più grande; inoltre, proprio accanto al laghetto più grande si trova il Rifugio Colbricón, dove è possibile gustare alcuni piatti della tradizione locale).
La vista da entrambi i laghetti è davvero mozzafiato, oltre alle Pale di San Martino, se siete fortunati come lo siamo stati noi, è possibile avere una meravigliosa vista persino sulla Marmolada!

Colbricon piccolo, anche qui si scorgono le cime della Mermolada!

Inoltre, come vi accennavo poco prima, è possibile osservare di fronte al laghetto grande la cima del Colbricón, che si specchia nell’acqua creando un’atmosfera moolto suggestiva!! (Vorrei mettervi la foto, ma è troppo grande, perciò, se volete, la trovate nella mia pagina facebook alla sezione foto, insieme a tutte le altre foto dei miei post!!)

Del monte Colbricon vi parlerò più in là, quando riuscirò a convincere la mia padroncina ad accompagnarmi lassù. Per ora accontentatevi di sapere che l’area attorno alla Cima, compresi quindi anche i laghetti, fu teatro di guerra tra italiani e austriaci tra il 1915 e il 1918. Dal punto di vista ambientale e storico i due Laghetti costituiscono una zona interessante sia dal punto di vista naturalistico che archeologico. Sulle rive dei laghetti vennero infatti ritrovati importanti reperti risalenti al Mesolitico che segnalavano un insediamento di cacciatori che lavoravano la selce per produrre oggetti vari per la caccia e l’uso quotidiano.

A questo punto della passeggiata il temerario escursionista può scegliere di continuare il proprio percorso, proseguendo verso Malga Ces attraversando la Val Bonetta, sempre seguendo il sentiero 348, oppure tornare verso Passo Rolle riprendendo lo stesso sentiero dell’andata. Noi, avendo lasciato la macchina nel parcheggio del Passo Rolle, siamo obbligati, a malincuore, a tornare indietro.

Se posso comunque darvi un consiglio da orsetto amante della natura, arrivate a Passo Rolle con una delle navette che vengono messe a disposizione dei turisti, percorrete il sentiero che vi ho indicato e, una volta arrivati ai Laghetti, proseguite fino alla Malga Ces; il paesaggio che vi circonderà è davvero meraviglioso, percorrendo la Val Bonetta si entra davvero nel vivo della “Grande Guerra” e si arriva in un luogo dove, se vorrete, potrete degustare ottimi piatti tipici serviti con eleganza e classe, nonostante si tratti di una malga. Da là poi si scende fino a San Martino di Castrozza, dove potrete prendere la navetta che vi riporterà in valle.

Credetemi, nel vale davvero la pena!

Per avere maggiori informazioni sui laghetti del Colbricón, così come su tutte le altre passeggiate fatte da me e i miei padroncini, vi consiglio il sito www.parcopan.org del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, nonchè una pubblicazione di Samuele Scalet intitolata “Camminare”, Edizioni Versante Sud, reperibile in tutte le migliori librerie d’Italia!

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