Viaggi

Sù e giù per la Valle – Croce Padella (m. 1850)

Ed eccoci qui, pronti per un nuovo racconto della mia vacanza montagnosa!!! Questa vacanza in Primiero mi è piaciuta proprio tanto, ma talmente tanto che starei qui mesi mesi a raccontarvi di tutte le cose che ho fatto, ma di questo passo finirei l’anno prossimo e, siccome ho un altro pezzo di estate da raccontarvi e tra un po’ facciamo novembre, direi che è l’ora di tagliare un po’ e limitarmi alle cose principali, per cui questo sarà il penultimo post che, per quest’anno dedicherò al Trentino.

Ma veniamo al sodo: oggi vi parlo di una mia personalissima impresa, una camminata stoica e al limite delle possibilità pachullesche. Questa è la storia della mia conquista della cima Padella, che domina la valle dall’alto dei suoi 1850 metri, sulla punta dei quali splende un’enorme croce.

Fin dalla prima volta che sono arrivato in valle, una cosa in particolare mi ha colpito. Arrivai che era sera, quasi notte, ed era tutto buio. Passeggiando per le stradine della valle non potei fare a meno di notare che in cielo non erano solo le stelle che brillavano, c’erano delle luci che spiccavano nel buio sopra la mia testolina: erano le luci delle case costruite lungo i crinali delle montagne che mi circondavano.
Ma non c’erano solo le case a far compagnia alle stelle. Tra tutte quelle luci, una spiccava di più: era la croce Padella, installata sulla vetta della montagna proprio alle spalle del paesino di Transacqua.

Da quando l’ho vista mi sono sempre detto dentro la mia testolina: un giorno andrò lassù!

E quel giorno è finalmente arrivato in una caldissima domenica estiva. La notte sono così eccitato che non riesco a chiudere occhio, sveglio il mio padroncino all’alba, gli faccio preparare la borsa e mi ci ficco dentro!!

Pronto per la camminata!!

Dopodiché, si parte!!!!

Partenza dal paesino di Tonadico in direzione Transacqua. All’altezza della frazione di Ormanico imbocchiamo la stradina che ci porta dentro il fittissimo bosco che copre la montagna che vogliamo conquistare.
La camminata è da subito molto difficile, fa caldissimo e le pendenze sono sempre molto alte, in alcuni tratti sono a dir poco scoraggianti, ma non ci facciamo impaurire a saliamo senza tentennamenti!

Il sentiero diventa sempre più selvaggio: dalla bella strada asfaltata con la quale abbiamo iniziato, si passa prima ad una sorta di selciato, poi di nuovo all’asfalto, poi ad una specie di pavè e infine si finisce nella boscaglia più fitta ad attraversare prima un tratto di terra, poi di sassi bagnati e infine un pavé con una pendenza praticamente verticale!!!! Se non fossi stato al comodo dentro lo zaino adesso sarei steso nell’atrio di una casa di qualche conte che avrebbe acquistato la mia pelle dopo che ero morto di stanchezza!
Fortunatamente, a circa metà del percorso, giunti nella località di Stiozze, la difficoltà dell’ascesa si fanno molto minori. C’è un bel pezzo in pianura e un po’ di falso piano, ma solo finché non si giunge alla vera e propria base della montagna, quando, dopo quasi due ore di scarpinata, la segnaletica indica ancora 2 ore per raggiungere la croce!!

Sbuffiamo, ci asciughiamo il sudore… e via con l’ultimo tratto della salita!! Quest’ultimo tratto non sembra, inizialmente, essere troppo impegnativo. Al contrario, è una piacevole passeggiata in mezzo al bosco. E le pendenze sono tutt’altro che impossibili!! E’ talmente poco ripido che ad un certo punto viene spontaneo chiedersi come si può arrivare sulla cima di una montagna percorrendo un sentiero che praticamente è in pianura…e la risposta è: il sentiero è infinito!!!! Non sembra finire mai, non se ne vede una via di uscita e ogni volta che sembra prendere una volta per tutte la direzione giusta (cioè verso l’alto), torna a scendere e subito dopo sale di nuovo. Due ore di continui sali-scendi tutti molto ripidi e sfiancanti. Si arriva ad un punto in cui la speranza di vedere mai la fine di questa sofferenza. Finalmente si scorge un miraggio: è la Madonna che appare sotto forma della stuatuetta della Madonna che custodisce il libro delle firme e che annuncia la prossima fine delle sofferenze, perché la cima è, come ci racconta un simpatico vecchietto che ha firmato prima di noi, appena dietro ai grossi sassi sopra la nostra testa!
Un ultimo tratto (ripidissimo) ed eccola lì! Tra le cime degli alberi appare la croce in tutta la sua maestosità!

Inutile dire che la vista che si gode da lì su è mozzafiato, e vale tutta la fatica e tutto il sudore versato nelle oltre 4 ore che abbiam impiegato nell’ascesa (oltre alle ulteriori ore di discesa). Il panorama sulle cime circostanti è sensazionale:

sia sulle vette feltrine

che sulle Pale di San Martino

E anche la vista sulla valle è splendida, e io sono anche riuscito ad individuare più o meno la zona dove si trova la casina dove alloggiavamo!

Dopo una breve pausa per le foto e per mangiare qualcosa, prendiamo la via del ritorno verso il punto che indicavo, dove un bel piatto di strangolapreti ci aspettava per premiarci dell’impresa!!!

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3 thoughts on “Sù e giù per la Valle – Croce Padella (m. 1850)

  1. fatto proprio ieri in solitaria, che ripida l’ultima parte! dalla base della montagna, da quando indicava 1h e 40 ci ho messo 1h e 15 !! bel bosco e bel panorama, peccato che c’era un sacco di foschia..le pale le ho immaginate 🙂

    grazie anche per avere precisato che era cima padella, perchè sulla carta tabacco non è segnato.

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