Viaggi

Pachulli d’alta quota – al Rifugio duca degli Abruzzi (2388 m.)

Forse non tutti sanno che l’Abruzzo, questa piccola Regione dell’Italia centrale è una delle più “verdi” della Nazione, e con verdi non intendo questo (lo so, ho una fissa per la Lega, mi mettono di buon umore) ma questo, anche se c’è anche di questo (non metto il link del sito ufficiale per non dargli visite, ma se volete andare a vedere, il sito è praticamente vuoto ed ha una trentina di visite totali).
L’Abruzzo conta, infatti, ben 4 parchi, dei quali tre Nazionali (il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale del Gran Sasso e il Parco Nazionale della Majella) e uno Regionale Naturale (ovvero il Parco Naturale Sirente – Velino) oltre ad un grande numero di riserve naturali e altre aree protette. Una meraviglia, oltre ad un vero e proprio sogno, per un orsetto amante della natura come me! … a dire il vero ci sono anche mari e spiagge premiati con la Bandiera Blu, ma questa è un’altra storia…
Purtroppo visitare tutti questi parchi è pressoché impossibile in solo dieci giorni, quindi abbiamo deciso di visitare solo quello più comodamente raggiungibile dall’Aquila, ovvero il Parco Nazionale del Gran Sasso, recandoci precisamente nella zona di Campo Imperatore.

Chi ne sa qualcosa di storia contemporanea, sicuramente avrà già sentito parlare di questo posto… è, infatti, famoso per essere il luogo nel quale Benito Mussolini venne confinato il 27 agosto 1943, dopo esser stato deposto dal Gran Consiglio non meno di un mese prima.
Il luogo della detenzione, una stanza dell’Hotel Campo Imperatore, venne scelto proprio per la sua amenità, ma tutta questa cura servì a poco. E’ noto che il duce durante la sua prigionia non soffrì molto la solitudine: si narra, infatti, che proprio qui fu concepito niente popò di meno che Bruno Vespa, che secondo alcuni sarebbe proprio il figlio illegittimo di Mussolini.
La detenzione ebbe fine il 12 settembre dello stesso anno, quando le forze speciali tedesche, in un’azione degna di un film hollywoodiano, si paracadutarono nei pressi dell’hotel e trassero in salvo il lussurioso prigioniero, permettendogli di fare ulteriori danni a Salò.
L’hotel è ancora in piedi ed è stato da poco “risistemato” e riaperto al pubblico come luogo per trascorrere le proprie vacanze in quota. Tra l’altro, per gli amanti del genere, la stanza di Mussolini è tenuta ancora come era all’epoca (o almeno lo era prima del nuovo restauro, ora non ne sono sicuro).

L’Hotel Campo Imperatore, da poco restaurato (naturalmente solo dentro!)

Se in inverno questo posto è meraviglioso per la presenza di numerose piste da sci, in estate non è da meno: il panorama di cui si gode è davvero strepitoso, in modo particolare se la giornata è bella e non ci sono troppe nuvole in cielo.
Dico questo perché l’hotel si trova a 2200 metri circa e in caso di presenza di nuvole troppo basse non si riuscirebbe a godere della bellezza del paesaggio circostante.

Io che copro il bellissimo paesaggio circostante!

Già l’arrivo all’hotel merita la gita, così come la visuale del territorio che precede la meta caratterizzato dalla presenza mucche, pecore e cavalli letteralmente a mollo nei piccoli e frequenti laghetti che compongono il paesaggio (poverini, avevano caldo anche loro e come non dargli torto!) ma noi, non contenti, abbiamo deciso di proseguire la nostra visita, e dopo aver indossato gli scarponi (non io, naturalmente, perché, come al solito, ho avuto la fortuna di essere trasportato dal mio padroncino…), abbiamo imboccato il sentiero, che parte proprio di fronte all’hotel, diretti verso il rifugio Duca degli Abruzzi, situato a 2388 metri d’altezza! La salita, sotto il sol leone e il vento forte ha quasi subito scoraggiato la mia padroncina, che alla prima salita difficile voleva mollare e aspettarci sotto, ma siamo riusciti a convincerla e alla fine è rimasta davvero contenta della passeggiata!

Il sentiero non è semplicissimo, è fatto di piccoli tornanti su terreno a volte leggermente franoso, ma non è affatto pericoloso, almeno se non si decide di fare gli eroi e salire al di fuori della strada tracciata, allora si che la salita diventa pericolosa!

Il Rifugio visto dal sentiero

Arrivati al rifugio, fondato dal CAI di Roma, ci concediamo un bel tè caldo, accompagnato dalla simpatia dei ragazzi che gestiscono il posto e dalla musica coinvolgente che riecheggiava nel rifugio. Finito il nostro tè decidiamo allora di fare qualche foto allo splendido panorama che ci circonda; dal rifugio è infatti possibile farsi un’idea di quanto gli Appennini, in particolare il Massiccio del Gran Sasso, non abbia nulla (o quasi) da invidiare alle nordiche Alpi. Se si è fortunati poi e la giornata è particolarmente limpida è possibile intravedere persino il mare! Dopo esserci riempiti gli occhi di queste belle montagne decidiamo di scendere verso la base del sentiero, seguendo sempre la stessa strada.


Ma la visita non finisce qui! Di fronte allo storico hotel c’è un simpatico giardino botanico, ospitante alcune tra le specie tipiche delle zone di montagna (quella che più ha attirato la mia attenzione e quella del mio padroncino è la genziana, questa pianta meravigliosa, la cui radice permette di produrre l’amaro che vi accennavo qualche post fa) e lo storico osservatorio, sorto tra il 1948 e il 1955 e attualmente ancora in funzione.

Contenti della simpatica mattinata passata in alta montagna, torniamo verso C.A.S.A. per concederci qualche oretta di meritato riposo.

Con questo post si conclude la serie di articoli dedicati all’Abruzzo, questo non vuol dire che ho fatto solo queste cose, infatti sono anche andato al mare a Roseto, ho mangiato il cinghiale in questo posto da favola, sono sopravvissuto ad un incendio e tante altre cose che ora non faccio più in tempo a raccontare perché devo iniziare la narrazione delle mie avventure su ben altre montagne: le Dolomiti!!

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