Sagre ed Eventi/Viaggi

In Abruzzo – tra l’Aquila e le sagre

Dopo l’imperdonabile assenza dell’ultimo periodo, eccomi di ritorno per raccontarvi il motivo della mia scomparsa!
In questi giorni sono stato via perché ho preso le ferie e sono partito in giro per l’Italia alla scoperta di due regioni molto belle!
Le prime due settimane di Agosto sono stato in Abruzzo, mentre le ultime due le sto passando in Trentino.

In questo post vi racconterò le mie avventure abruzzesi. Cercherò di far entrare tutto in un solo post, ma probabilmente vi toccherà leggerne due o più perché certe volte sono un orsetto piuttosto prolisso e, in generale, non mi va di cancellare troppe cose quando correggo i post prima di pubblicarli perché altrimenti mi sentirei in colpa per il tempo che ho sprecato a scrivere e a rileggere cose che poi non pubblico. Anche per questo motivo vi siete beccati questa introduzione di 8 righe inutili!

Ma ora bando alle ciance e inizio a raccontare quello che ho fatto in Abruzzo, per la precisione all’Aquila. Questa distinzione è importante perché ci sono persone, più o meno tre quarti degli abruzzesi, per i quali l’Aquila non è propriamente Abruzzo, mente per gli aquilani è il resto dell’Abruzzo ad essere troppo poco aquilano. Non sarò certo io a decretare chi ha ragione, in effetti non so nemmeno cosa significhi essere propriamente abruzzese, io sono nato i P.R.C. e lì non abbiamo di questi problemi. Ad ogni modo, questo è quello che ho imparato su questa regione: l’Aquila è il capoluogo della Regione e qui sanno fare bene la pecora alla cottora, mentre gli arrosticini e la porchetta (spero non ci sia bisogno del link!!) più buona si trovano presumibilmente nella provincia di Teramo e il mare più inquinato e il maggiore tasso di criminalità si trovano a Pescara. Un’altra provincia è Chieti, ma secondo me non fa testo, tanto fra un po’ diventerà provincia di Pescara.

Se state pensando che, magari, sono leggermente di parte, questo dipende dal fatto che io preferisco la montagna al mare perché non so nuotare e la crema solare mi rovina il pelo. Anche per questo motivo durante la mia vacanza sono rimasto per lo più nell’aquilano.

Quella dell’Aquila è una zona, a mio parere, potenzialmente splendida ma sfruttata piuttosto male. Ci hanno pensato anni di politica idiota, di edilizia imbecille permessa da un piano regolatore redatto dai costruttori e, infine, dal terremoto del 2009 che ha dato il via libera alla più massiccia opera di abusivismo edilizio legalizzato dell’epoca moderna.
Infatti, chi visita la città non potrà fare a meno di vedere qualcuno dei nuovi quartieri voluti dall’imprenditore edile più amato dagli italiani degli ultimi 152 anni. Questi quartieri, conosciuti con l’acronimo C.A.S.E., sono stati costruiti come centri residenziali temporanei per fronteggiare l’emergenza abitativa della città dopo il sisma, e secondo me fanno schifo in quanto veri e propri cazzotti negli occhi: sono una specie di casermoni di tre piani costruiti su delle piastre di cemento sorrette da pilastri, il non plus ultra della lotta ai terremoti secondo chi ha gestito l’emergenza sisma, una truffa secondo i magistrati, e 800 e rotti milioni di euro in meno secondo le casse dello stato italiano. Sono curioso di sapere che fine faranno quando gli sfollati che vi abitano ora (o per lo meno la buona parte che riuscirà a far ritorno nelle proprie case prima di morire) saranno tornati nelle proprie case.

Uno dei progetti C.A.S.E. quando erano ancora in costruzione

Ma la gestione dell’emergenza terremoto non è stato l’unico fattore di rovina del territorio aquilano: il visitatore attento non avrà difficoltà nel notare un’inconsueta densità di più o meno piccole casettine di legno sparse nei giardini delle villette o nel bel mezzo di terreni palesemente agricoli. Queste cose, alcune delle dimensioni della casetta dei sette nani, altre vere e proprie ville, hanno invaso molto velocemente il panorama nei mesi successivi al terremoto e, a discapito della loro funzione iniziale di temporaneo rifugio per chi aveva paura a dormire in casa, vi rimarranno per molto tempo ancora, temo.

L’unica cosa che gli aquilani potevano fare per rendere ulteriormente ridicolo il loro territorio era colorare le case con colori sgargianti e  accesissimi, quello si che sarebbe stato sicuramente il colpo di grazia!
Ah, no, scusate: l’hanno fatto.
All’Aquila ormai di notte il comune potrebbe spegnere i lampioni perché a far luce ci pensano queste sobrie abitazioni fosforescenti. Ne trovate di tutti i colori: rosso, rosso aragosta, rosso pompeiano, verde, verde pisello, verde fondo di bottiglia, giallo, giallo intenso, giallo canarino e altri colori pessimi sia nelle loro versioni a tinta unita, sia nella variante spugnata. Si dice che i piloti degli aerei che percorrono le rotte sopra la città debbano indossare gli occhiali da sole anche di notte per non restare abbagliati.

Morale della favola: se volete fare una vacanza nelle bellissime zone montuose aquilane, vi sconsiglio con tutto il cuore di perdere troppo tempo all’Aquila. Fatevi pure un giro nel centro storico, che era molto bello prima del sisma ed è interessante anche ora. La visita non vi prenderà molto perché in gran parte è ancora zona rossa e alcune aree vedranno presto l’inizio dei lavori di ricostruzione.
Evitate con cura i turisti dell’orrore, per la maggior parte coppie di mezza età, alcuni con figli adolescenti a carico, che passano la vita a guardare Pomeriggio Cinque in televisione e le vacanze a visitare i luoghi del dolore.
Fortunatamente adesso vanno quasi tutti all’Isola del Giglio.

Una volta vista l’Aquila, quello che vi consiglio di fare è prendere la macchina (purtroppo i mezzi pubblici non sono un granché, visto che non li prende praticamente nessuno) e girarvi i meravigliosi paesini e borghi che ci sono nei dintorni del capoluogo alla caccia di bellissimi paesaggi, scorci caratteristici e, cosa secondo me più importante, sagre!

Le sagre sono sicuramente una delle cose che amo di più dell’estate! Mi piacciono perché si respira un’aria festaiola con un pittoresco tocco di paesanità e perché di solito sono occasioni per gustare dei piatti tipici prelibati, che all’Aquila in genere vuol dire PECORA! Quest’anno ne ho provate tre: la sagra degli spizzichi e della pecora alla Chiaranese nel paese di Poggio Picenze, la sagra della bistecca del paese di Fossa e infine la sagra delle pennette nel paese di Bagno. A dire la verità, ho mangiato solo nella prima, perché quando siamo andati alle altre due avevamo passato il pomeriggio a cuocere sulla griglia qualcosa come 225 arrosticini e qualche salsiccia e alla sera non avevo granché fame, perciò mi sono limitato a mangiare una mega pizza fritta (una specie di mega frittellona però salata) alla sagra della bistecca e a bere alcuni amari locali (in particolare genziana e rattafia) nell’altra sagra.

Bel piatto di pecora alla chiaranese!

A Poggio Picenze, invece, abbiamo deciso di assaggiare proprio i due cibi che danno il nome alla sagra, ovvero gli Spizzichi e la pecora alla chiaranese; gli spizzichi sono una sorta di pasta fresca all’uovo mal tagliata, che può poi essere condita a piacimento; noi abbiamo scelto il ragù per non rischiare di non apprezzare il piatto, e la scelta è stata pienamente ripagata. Ma il pezzo forte della serata è stata proprio la mitica pecora alla chiaranese, carte di pecora cotta lentamente in grossi recipienti, seguendo proprio la ricetta degli antichi pastori del luogo. Il tutto accompagnato da patate lesse e da una bellissima pizza fritta.
La serata è stata allegramente accompagnata da un trio di simpatici musicisti che hanno permesso ad alcune simpatiche persone di dare sfogo alla loro creatività e ballare allegramente.

Naturalmente non è che ho passato tutto il tempo a lamentarmi di argomenti edili e a mangiare. Infatti ho fatto pure un bel po’ di giretti!

Ma per sapere dove sono andato, dovrete aspettare il prossimo post, ve l’avevo detto che sono prolisso!

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4 thoughts on “In Abruzzo – tra l’Aquila e le sagre

  1. Hallo!!! Io ho passato, e passo tutt’ora, in Abruzzo tutte le estati dato che abbiamo lì la casa delle vacanze. Purtroppo è al mare, che non piace neanche a me, però siccome ci stiamo tipo due mesi ogni tanto andiamo a farci una gitarella in giro per la provincia (di Teramo) quindi di paesini e sagre abruzzesi ne so qualcosa. Sfortunatamente all’Aquila non ci sono mai stata, seppur passandoci sempre tramite autostrada, mi sarebbe piaciuto moltissimo visitarla prima del terremoto, ma ormai è andata così… Però conosco un sacco di gente che ci vive e che è stata colpita dalla tragedia e che ancora non riesce a tornare nella propria casa, quindi capisco benissimo il tuo discorso. Tornando alle sagre: io adoro gli arrosticini!!! ❤ E da piccola (perché ora non le fanno più) adoravo le pappardelle al sugo di lepre. Le frittelle sono buonissime e quest'estate ho scoperto anche il formaggio fritto. La prossima estate se ti va vieni a farti un giro nel teramese, ci sono moltissimi paesini interessanti e una miriade di sagre (sulla costa puoi trovare anche quelle a base di pesce). Comunque prossimamente posterò anch'io qualche post in proposito.
    Mchan

    • Ti consiglio di andare a visitare lo stesso la città dell’Aquila, ti apre davvero gli occhi su come in realtà sono andate le cose dopo il terremoto…

      Io, come orsetto, non sono mai stato nel Teramano (se non a Roseto degli Abruzzi), i miei padroncini però sono stati in un paesino del Parco Nazionale d’Abruzzo e ne sono rimasti estasiati 🙂
      Spero di poterlo visitare presto anche io… e se mi dici che ci sono tante sagre… mi invogli ancora di più a venirci!!!

  2. io sono proprietaria di una delle case rosse sgargianti per le quali servono gli occhiali….(almeno a lei,a me no) posso solo dirle che c e un motivo per cui le nostre case (non nel mio caso) dopo il terremoto hanno assunto facciate coloratissime,se magari si fosse informato meglio (invece di limitarsi solo al cibo)avrebbe saputo qualcosa di piu… 😉 e comunque invito tutti a visitare la mia città perchè rimane sempre una delle piu belle d italia,anche se ferita!!salutiiiiiiiiiiiiii!!

    • Ciao Sara!
      Mi permetto di darti del tu perchè su questo blog siete tutti miei amici 😀
      Sono contento di leggere il tuo commento, il Pachulli è sempre contento anche delle critiche 🙂
      Ti rispondo a nome del Padroncino, nato e cresciuto all’Aquila per 27 anni, presente all’Aquila il giorno del terremoto e che per almeno 2 anni e mezzo ha visto la sua città mutare completamente.
      Naturalmente capirai che per una persona abituata a una certa cromia a livello urbanistico, vedere una casa, anzi… un buon numero di case diventare “da un giorno all’altro” rosa fosforescente non è esattamente il massimo, in particolare se si considera il fatto che questa persona ama la sua città e non accetta che le cose siano cambiate così tanto.
      Padroncino ammette la sua ignoranza sul perchè di questo drastico cambiamento, ma se pensi che non sia informato sullo stato delle cose all’Aquila… beh, perdonami ma ti sbagli di grosso!!!

      Il post da lui scritto fa comunque riferimento al cibo proprio perchè è del cibo che volevamo parlare. Naturalmente ognuno è libero di scrivere quello che vuole sul suo blog, quindi se il padroncino ha voluto scrivere del cibo, libero di farlo, no? 😉 E libro anche di criticare i nuovi colori delle case.
      Detto questo, all’Aquila dovete essere davvero orgogliosi non solo della vostra bella città ma anche e soprattutto delle vostre particolarità culinarie!!!

      Invito anche io tutti quanti a visitare l’Aquila, cosa che scrivo nel mio post, e spero che le cose tornino ad essere come erano una volta!

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