Viaggi

Svizzero? No, Pachulli!! – San Gallo

Ciao a tutti!
Sono appena tornato da un breve week end “crucco”, tra Svizzera e Germania, ed eccomi pronto a raccontarvi, giorno per giorno, ciò che ho visto, fatto, mangiato.

Vorrei iniziare questo racconto dalla nostra prima tappa: Sankt Gallen o Sogn Gagl (in romancio)!

San Gallo, questo è il suo nome in italiano, è una simpatica cittadina svizzera, capoluogo dell’omonimo Cantone. Come tutti voi saprete, la Svizzera è divisa in Cantoni, ce ne sono in totale 26, e San Gallo è proprio uno di questi. Situato nel nord-est della Svizzera, dove si parla tedesco, il Cantone è piuttosto famoso in quanto è, in parte, delimitato dal grande Bodensee, il Lago di Costanza, per intenderci.

Ma torniamo ora al racconto del viaggetto: io, la mia padroncina e i suoi simpatici genitori siamo partiti dalla Brianza verso le 7.30 del mattino e alle 9.00, a causa di un po’ di traffico, abbiamo passato la Dogana svizzera.
Ora, vorrei aprire una parentesi sull’utilità delle dogane svizzere: NON SERVONO A NULLA! Tralasciando il signor doganiere italiano che, probabilmente aveva fatto le ore piccole, considerando il fatto che non si reggeva in piedi, anche i doganieri svizzeri, che in teoria dovrebbero controllare i documenti, non ci hanno nemmeno guardato. E in tutto questo, nonostante la loro inutilità, rallentano il traffico. Va beh, pazienza, ci sono anche loro e vanno tenuti.

Gli svizzeri, in fin dei conti, restano comunque un bel popolo ospitale, come dimostra questo video e i cartelli che si incontrano passata la dogana:

Grazie! E’ bello essere qui 😀

Dopo aver passato il Traforo del San Bernardino, scelta che consiglio a tutti coloro che decidono di visitare la zona est della Svizzera, oltre a quelli che vogliono vedere un paesaggio davvero meraviglioso, fatto di cascate e boschi immensi, decidiamo di fermarci all’area di servizio chiamata “Heidiland”, che prende il nome dall’omonima Regione (per raggiungere l’area di servizio in questione, venendo dall’Italia, bisogna uscire a Maienfeld) la quale, a sua volta, prende il nome dalla pastorella Heidi; purtoppo la pioggia e il freddo (nonostante fossimo al 28 luglio, credetemi, sembrava novembre!) non ci hanno dato la possibilità di girare meglio questa Regione, in compenso siamo riusciti ad assistere ad uno degli spettacoli che Heidi, Peter e la piccola Fiocco di Neve regalano a tutti i visitatori dell’area di servizio, che trovate (in una versione davvero molto brutta e non mia) in questo link: http://www.youtube.com/watch?v=u5Dug4OwK-8

Dopo lo spettacolino di Heidi i suoi amici ripartiamo alla volta di Sankt Gallen.
Mi permetto di darvi un consiglio: se decidete di andare a visitare questa città, armatevi di tanta pazienza: prima di tutto, bisogna dire che NON esistono parcheggi se non a pagamento; inoltre, San Gallo, come d’altronde tutte le città la Svizzera in generale, è estremamente cara, ma ciò non toglie che sia comunque una città meravigliosa.

Parcheggiamo nei pressi del centro della città e come prima tappa decidiamo di dirigerci verso il Klosterviertel, ovvero il quartiere dell’Abbazia benedettina. Questa è la parte più antica della città: il nucleo originale dell’Abbazia, fondata dal monaco irlandese San Gallo (qui una foto dell’epoca mentre intrattiene i confratelli) risale infatti al 612, la sua cattedrale e una bellissima Biblioteca risalente al Medioevo, contenente oltre 160.000 libri, alcuni dei quali scritti a mano.
La zona è davvero bellissima e molto curata: non c”è una carta per terra, non c’è un ciuffo d’erba fuori posto, tutto è perfetto. Non è un caso che nel 1983 l’UNESCO abbia nominato tutta l’area patrimonio dell’umanità.

La bellissima chiesa dell’Abbazia

Dopo esserci rifatti gli occhi con l’area consacrata della città, andiamo verso la parte civile. Questa distinzione è molto importante, perché l’area monastica e la città hanno storicamente avuto una storia molto turbolenta e, nonostante abbiano sempre vissuto in simbiosi, i rapporti tra le due autorità sono sempre stati belligeranti, tanto che all’epoca della Riforma luterana la città decise di schierarsi dalla parte dei protestanti. Di questa storia sono rimasti al giorno d’oggi due segni piuttosto evidenti. Il primo è una porta della città (Karlstor), dedicata in maniera ironica al cardinale milanese Carlo Borromeo che, lasciando la città passando per quella porta, segnò in maniera ufficiale il fallimento della repressione attuata dalla Chiesa contro i protestanti. Il secondo segno è la statua più grande della città, dedicata a Joachim Vadiano, considerato il principale fautore dell’adesione alla Riforma da parte della città. La cosa che balza subito all’occhio non sono comunque le dimensioni della statua, ma la sua posizione: esattamente dalla parte opposta della strada (Marktgasse) che porta all’Abbazia. Chissà se l’hanno fatta così grossa in modo che si vedesse bene anche da lì!

Monumento a Vadiano

Ma ora torniamo alla nostra visita: girato l’angolo ci troviamo in una simpatica piazzetta, dove… c’è una festa! Che bello! Non vediamo l’ora di vedere mucche, orologi a cucù e stand di formaggio e cioccolata e questi qui, ma appena arriviamo troviamo una festa normale, come se ne vedono ovunque. Un po’ ci rimaniamo male: un altro stereotipo che va a farsi benedire… Fortunatamente la festa ci riserverà delle belle sorprese!
Decidiamo, infatti, di fare un giro e, parlando con una simpatica signora che ci offre gentilmente un gelato panna e fragola, a sua volta offerto dalla televisione svizzera, scopriamo che si tratta delle prove dello spettacolo “SF bi de Lüt”, che sarebbe stato poi trasmesso in diretta TV durante la serata: allo spettacolo avrebbero partecipato i famosissimi e tedeschissimi “The Baseball“, oltre ad un povero ragazzo, che poi abbiamo scoperto chiamarsi Jürgen Rohner che, mentre eravamo presenti noi, stava provando insieme alla sua band il pezzo che avrebbe cantato la sera, “Ai se eu te pego” (no, tranquilli, non era l’originale!). Adoro quest’uomo, peccato non aver fatto una foto con lui…

Purtroppo, per mancanza di tempo (e a causa della pioggia che continuava a scendere) non possiamo fermarci ad assistere allo spettacolo vero e proprio e quindi proseguiamo con il nostro giro per la città, con una breve sosta per mangiare un buonissimo Bratwurst.

Scorcio del centro

Come tutte le città che si rispettino, anche San Gallo ha una zona “shopping”: si tratta di Multergasse e della zona tutto intorno al centro della città; ci sono negozi di qualsiasi brand e tipologia, noiosi da un certo punto di vista… la Globalizzazione, purtroppo, a volte toglie le caratteristiche tipiche di una città, uniformandola a tutte le altre. Tant’è che famosissimi Brand americani sono ritrovabili in qualsiasi piazza del mondo, comprese le piazze di San Gallo. Qui faccio amicizia con un simpatico orsetto che mi racconta che a San Gallo c’è un’università molto grossa, il museo del Tessile e, poco fuori San Gallo, il “Schoggiland”, una bellissima fabbrica di cioccolato e il Säntispark Abtwil, un grandissimo parco acquatico.

Purtroppo, però, non abbiamo tempo di visitare tutte queste belle cose, perchè dobbiamo ripartire…
… e la prossima tappa, quale sarà?

Restate sintonizzati per scoprire qual’è stata la seconda tappa del mio fantastico week end!

Nel frattempo, qui ci sono le altre foto

Per info:
Heidiland: http://www.heidiland.com/en/
Heidiland area di servizio: http://www.marche-restaurants.com/de/marche-heidiland
Sankt Gallen: http://www.myswitzerland.com/it/st-gallen.html
SF bi de Lüt: http://www.sendungen.sf.tv/sf-bi-de-luet-live/Sendungen/SF-bi-de-Luet-Live

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