Viaggi

Mettete Pachulli nei vostri cannoni – Bergamo

Ed ecco il primo post dedicato ai miei viaggi!

Domenica 15 luglio ho scoperto: Bergamo!

A dire la verità, non è stato un vero e proprio viaggio. Più che altro è stata una gitarella di mezza giornata, ma questo certo non ha impedito ad un orsetto curiosone come me di scoprire molti aspetti di questa città.

Per esempio, ho scoperto che, nonostante adesso l’immaginario collettivo associ i bergamaschi a questo, la città ha dato i natali ad un numero molto alto di patrioti risorgimentali e si è guadagnata anche l’appellativo di “Città dei Mille”, per l’alto numero di bergamaschi che presero parte alla spedizione di Garibaldi. Ah, come cambiano i tempi….*

Ma torniamo alla gita. Diversamente dal solito, questa volta sono arrivato in città quasi completamente disinformato sulla sua storia e sulle cose da vedere, tanto da dover rimediare leggendo una guida mentre i miei padroncini mi portavano in braccio per le vie della città bassa.

Sapevo che avrei dovuto leggerla prima, ma sulla Settimana Enigmistica c’era il Corvo Parlante…

Dal momento che ero preso dalla lettura, non ho molto da dire su questa parte della città se non che, benché meno pittoresca della città alta, anche lei meriterebbe una visita (magari un giorno tornerò con qualche amichetto).

La prima tappa di questa gita è la stazione della funicolare: una caratteristica portante della città. Come saprete, infatti, la città di Bergamo si divide in due parti: la città alta (dagli indigeni chiamata “Berghèm de hura”) e la città bassa (“Berghèm de hota”). La prima è, sostanzialmente, la parte antica della città, arroccata in cima ad un colle ed ancora circondata dalle mura difensive; la città bassa è invece la parte relativamente più recente, ad occhio e croce deve avere avuto un grosso sviluppo agli inizi del secolo scorso e principalmente durante i Ventennio, come dimostra la folta presenza di palazzi di architettura fascista.

Per ovviare al dislivello, di circa un centinaio di metri, tra le due parti della città, nel 1887 un’ingegnere emiliano, Alessandro Ferretti, realizzò questo originale mezzo di trasporto trainato da un sistema di funi (come suggerisce il nome). L’attuale funicolare risale, credo, al 1987. I bergamaschi ne vanno molto fieri, infatti la signorina dell’ufficio del turismo (che si trova di fronte alla stazione), ci ha praticamente ordinato di prenderla!!! A dire la verità, io non capisco il motivo di questo orgoglio: io lo consiglierei solo a chi non soffre di claustrofobia, ama le saune, non ha un olfatto sviluppato e, in particolare, ama l’odore del sudore altrui!

Una scatola di sardine sudate a forma di funicolare. Ah, no: è proprio la funicolare!

Raggiunto l’agognato arrivo della funicolare ci ritroviamo nella piazza del Mercato delle scarpe, dove, incredibilmente, non si vendono le scarpe! In cambio, c’è un take-away che vende la polenta (:S). Facciamo finta di niente, ci concediamo dieci minuti per riprendere fiato dopo l’esperienza della funicolare, e ci mettiamo in cammino verso Piazza Vecchia, passando per via Gombito. Notiamo subito la vocazione turistica di questa parte della città e, pazientemente, io e il mio padroncino temporeggiamo mentre la padroncina si lascia affascinare dalle vetrine delle boutique. Fortunatamente non ci entra. Nel frattempo facciamo un po’ di foto divertenti, io per esempio mi sono immaginato come sarebbe stato lo stemma del mio casato se fossi stato nobile:

Il casato dei nobili Pachulli!

Ci lasciamo alle spalle la torre del Gombito, con tutta la sua storia di rivolte e repressioni risorgimentali, e sbuchiamo in Piazza Vecchia, la parte più ricca d’arte della città! Infatti decido che mi piace e mi faccio fotografare in tante postazioni. Questa è la mia preferita:

La piazza è davvero molto bella, ed è un concentrato di edifici dall’alto valore artistico e monumentale. Venendo da via del Gombito si ci ritrova subito alla destra l’imponente edificio della Biblioteca, con la sua bella facciata in marmo bianco. Sulla sinistra, invece, si apre la piazza. Sarebbe molto vasta se non fosse tagliata in due dal porticato del Palazzo della Ragione, che oggi ospitava una specie di mercatino dell’antiquariato. Al centro della piazza una fontana monumentale è lo scenario di un chitarrista itinerante, che ci delizia con un lungo arpeggio molto orecchiabile. Convinco la padroncina a lasciargli dei soldi e continuiamo a vedere la piazza. Andando verso il lato opposto, spicca, a fianco del palazzo che ospita(va) l’Università, una bellissima scalinata decorata con molti fiori e, più in alto, la Torre civica, che i locali chiamano “Il Campanone” (secondo il sito della Provincia di Bergamo, ma secondo me sarà qualcosa tipo “Il Campanùn” ). Oltrepassando il Palazzo della Ragione si arriva nell’altra parte della Piazza, che in realtà è un’altra piazza: Piazza Duomo, sulla quale si affaccia, per l’appunto, il Duomo. Questa piazzetta minuscola è un ricettacolo di monumenti: oltre al Duomo, ospita un’altra chiesa, la Basilica di S. Maria Maggiore, ancora più sfarzosa del Duomo stesso; un mausoleo, la Cappella Colleoni, dedicata alla memoria del condottiero Bartolomeo Colleoni; il Battistero, monumentale fonte battesimale aperta solo in occasione di battesimi e, infine, alle spalle del Battistero c’è il palazzo che ospita la Curia vescovile.

Dopo un giretto nella Basilica di S. Maria Maggiore, e dopo aver cercato invano di risolvere il dilemma “al mercatino dell’usato vendono opere d’arte originali?”, andiamo verso la porta di S. Alessandro, sperando di arrivare in tempo per prendere l’altra funicolare prima della scadenza del biglietto che avevamo acquistato in precedenza e raggiungere il colle di San Vigilio e godere della vista panoramica. Purtroppo quando arriviamo i 75 minuti di validità del suddetto biglietto erano appena scaduti, perciò decidiamo di riposarci nel parchetto ricavato all’interno delle mura. Qui faccio una foto bellissima:

King of funny!!!

Soddisfatto di questa foto, che da sola è valsa tutta la gita, mi presto anche per alcune foto panoramiche scattate lungo la strada che dalla Porta di S. Alessandro portano all’altro ingresso della città: Porta San Lorenzo (detta anche Porta Garibaldi, in onore dell’omonimo, che attraverso questa porta entrò in città nel 1859 a capo dei Cacciatori delle Alpi)

Vista panoramica

Lungo la strada due anziani turisti (molto svogliati) ci informano che in zona si trova una fontana rarissima aperta solo oggi(!!!!). Visto che avevamo comunque deciso di andare lungo quella strada (via della Boccola) per vedere anche l’ultima porta, porta di S. Agostino, decidiamo che vogliamo vedere la fontana anche noi.

Incidentalmente, proprio alla fine di questa via troviamo la famosa fonte: la fonte del Lantro, antica fontana, ora al chiuso, le cui origini si perdono ben prima dell’anno 1000 e che è rimasta in uso fino a metà del secolo scorso. Come sospettavamo, non è aperta solo oggi (domenica, per la cronaca), ma è visitabile tutti i week-end. Proprio mentre ci dicevamo soddisfatti nell’aver scoperto casualmente questo monumento, il gentilissimo volontario posto al suo ingresso ci informa che c’è un’altra attrattiva (semi-sconosciuta e mal pubblicizzata) che è possibile visitare solo di domenica: la cannoniera di San Michele, con le sue vasche piene di acqua celeste e le stalattiti e stalagmiti. Ci facciamo spiegare come arrivare, ma il nostro amico volontario, seppur volenteroso, non è proprio un fenomeno nel dare indicazioni.

Tuttavia, per non deluderlo, fingiamo di aver capito, sperando di trovare indicazioni lungo la strada. Naturalmente, lungo la strada non esistono indicazioni, perciò ci affidiamo al caso. Anche questa volta ci va bene: salendo per via delle Mura, il mio padroncino si accorge che abbiamo raggiunto il bastione di S.Michele e, ricordandosi l’unico riferimento che aveva capito di tutta la spiegazione del volontario, trova l’ingresso della cannoniera (per la cronaca, incassato a metà di una curva di via delle Mura e nascosto da un muricciolo di circa un metro). Dopo aver provato sommo disgusto per le condizioni igieniche del corto viottolo di ingresso, ed esserci domandati circa l’utilità dell’indifferente ragazzo all’ingresso, scendiamo nello stanzone tramite una sorta di galleria.

Quello che rimane di quest’antica postazione difensiva è veramente suggestivo. I vasconi con acqua cristallina di cui ci aveva parlato il volontario non sono che piccole vasche (residui delle antiche postazioni per i cannoni che sono state murate per la realizzazione di cisterne), ma l’acqua è veramente di un bellissimo colore azzurro. Inoltre, l’altro aspetto caratterizzante della cannoniera sono le lunghissime stalattiti che pendono dalla volta. Non saprei se possono essere definite vere e proprie stalattiti, né se si possa dire che sono formazioni del tutto naturali, poiché non sono altro che gocce d’acqua provenienti da una vicina sorgente che, infiltrandosi nelle pareti, incontrano la calce usata durante la costruzione della cannoniera e, al contatto con l’aria, si solidificano creando queste singolari formazioni.

Usciamo dalla grotta senza salutare il giovine filosofo all’ingresso il quale, dal canto suo, non ritiene la nostra presenza un buon motivo per abbandonare le sue riflessioni sulla ragione per cui egli si trovi lì.

Torniamo al Mercato delle Scarpe e di lì ci dirigiamo verso piazza Angelini, che ospita una complessissima meridiana e un pittoresco ex-lavatoio. Non sapendo né leggere la meridiana, e non avendo panni da lavare (perché non ne indosso) approfitto dell’ombra della piazzetta per riposarmi.

A questo punto siamo combattuti: abbiamo visto praticamente le attrattive più importanti della città e siamo molto stanchi (a dire la verità io no, perché mi sono fatto portare per tutto il tempo)

Io che mi faccio trasportare!!

e dobbiamo decidere se fare l’ultimo sforzo e salire fino alla Rocca o se tornare alla macchina. Decidiamo di salire.

Facciamo lo slalom tra i soliti turisti che girano in gruppo con i passeggini e si sistemano strategicamente per non far passare nessuno e arriviamo in cima. Corro sul bastione panoramico per fare le foto, ma è chiuso….che delusione! Proviamo a girare per il Parco delle Rimembranze, chiedendoci il perché di questo nome. La risposta la troviamo subito: il parco è una sorta di museo all’aperto dedicato ai caduti di tutte le forze armate!! Dal punto di vista della realizzazione penso che sia fatto molto bene, è molto suggestivo, ma il Pachulli è contro le guerre e la visione di tutte quelle armi e di tutti quei motti militari risveglia in me una irresistibile forza pacifista e decido di compiere un’azione da far invidia a quelli di Greenpeace:

Contro ogni guerra: METTETE PACHULLI NEI VOSTRI CANNONI!!!

Con questo eroico gesto si conclude la mia visita a Bergamo.

Tirando le somme, devo dire di essere contento di averla vista: la città è molto bella, caratteristica e offre degli scorci molto suggestivi. Certo, mi guardo bene dal concordare con chi la definisce la Roma del Nord, non sono città che possono essere paragonate, ma resta comunque una piacevole città che merita senz’altro di essere visitata!

Per info sulla città:

Sito ufficiale del comune: http://www.comune.bergamo.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx
Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Bergamo
Simpatico blog sulla città: http://alessandra-creativefamily.blogspot.it/

*Il Pachulli non intende entrare nella diatriba sull’Unità nazionale, ha le sue idee ed è sicuro di quello che pensa.

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